Concerti

Roger Waters ad Assago torna ad erigere "The Wall"

Sono passati oltre 30 anni dal primo, originale muro dei Pink Floyd, ma l'effetto è sempre lo stesso. Roger Waters ieri è tornato a costruire, mattone dopo mattone, uno dei simboli più conosciuti del rock di tutti i tempi: sì, perché "The Wall" non è solo uno show o un famoso album di una band britannica. È sopratutto un simbolo senza tempo di oppressione ed isolamento.

Waters lo sa bene, come sa che il muro è qualcosa che c'è sempre stato e sempre ci sarà nella storia di ogni uomo. Il trentennale dell'album "The Wall" è un pretesto, anche se di prima qualità. 

Waters ha deciso, per questa ricorrenza, di riportare in tour tutto il magnifico show teatrale che accompagnò il disco. Certo, oggi le possibilità tecnologiche permettono più facilmente di riprodurre i grandiosi effetti speciali che compongono lo show, ma il fascino della musica e dei temi è qualcosa che, letteralmente, strega la platea. "Grazie ai moderni impianti di proiezione posso proiettare immagini sull’intera estensione del muro, che è lungo 73 metri. Lo show inizia con il muro abbattuto e per tutta la prima parte ne viene costruito uno nuovo di 743 metri quadrati utilizzato come schermo gigante", ha detto Waters.

Ieri sera è andata in scena la prima delle sei date italiane dello spettacolo "The Wall Live", ospite del Mediolanum Forum di Assago, e le attese non sono state tradite. Un Roger Waters in grande spolvero - magrissimo, di nero vestito e sempre impeccabile nell'esecuzione - ha incendiato la folla presente nel palazzetto milanese. 

Si parte con In the flesh che aggredisce la platea come un attacco aereo, si continua con Another brick in the wall pt.2 e pian piano vengono calati tutti gli assi nelle maniche del visionario musicista inglese. Spettacolare il duetto con sé stesso per Mother: Waters, infatti, imbraccia la chitarra e canta il brano mentre una sua versione del 1980 fa lo stesso sui megaschermi.

 

A corredo non mancano i simbolismi di sempre, mischiati a temi più attuali che comunque si adattano perfettamente a "The Wall": c'è la guerra, il denaro, la solitudine, l'emarginazione, la rivoluzione. C'è anche il maiale volante sopra al pubblico e un aereo, che precipita in fiamme dietro al palco. C'è la scenografia di Gerald Scarfe, già al lavoro sullo spettacolo originale, e la quadrifonia perfetta che, per una volta, ha trasformato il Mediolanum Forum in una perfetta location per concerti.
E poi luci, suoni, effetti speciali e il gigantesco muro da 242 mattoni che separa la band - e l'uomo - dal pubblico. È intatta, quindi, anche la metafora della rockstar che, ad un certo punto della sua carriera, prende a temere il proprio pubblico e tutta l'umanità.

Alla fine il muro cade, com'è giusto che sia, ma rimane la visione di Waters che proietta uno spiccato accento pacifista su tutto lo spettacolo. Come un tempo: che negli anni '80 ci fosse un altro tipo di guerra poco importa.
L'oppressione è ancora viva e vegeta e l'attualità di uno spettacolo come "The Wall Live", a discapito dei suoi trent'anni suonati, è innegabile. Così come l'effetto "Grande Fratello".

Stasera, il 4 aprile, il 5 aprile e il 6 e 7 luglio si replica, sempre al Forum. Da non perdere.

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